L’alluce valgo è una deformazione del dito I del piede che può degenerare in infiammazione e dar vita a importanti manifestazioni dolorose, fino ad impedire di camminare bene. In questo articolo, vengono analizzati i sintomi, le possibili cause, le conseguenze nonché le soluzioni terapeutiche per l’alluce valgo, dai trattamenti conservativi fino all’intervento chirurgico.

Chi soffre di alluce valgo sa bene i numerosi problemi che questo disturbo porta con sé, sia a livello estetico che (soprattutto) funzionale. Il dolore che provoca può risultare davvero invalidante, soprattutto nei casi più gravi. Si fa fatica ad indossare le scarpe e a camminare normalmente. Ecco perché è bene non trascurare l’alluce valgo ma intervenire tempestivamente. In alcuni casi, azioni preventive o conservative possono dare ottimi risultati. Altrimenti, può essere utile pensare all’intervento chirurgico, in grado di rimuovere completamente il problema. Ovviamente, è sempre necessario farsi seguire da un ortopedico specialista in chirurgia del piede, unico professionista in grado di arrivare alla corretta diagnosi e a stabilire la cura più idonea.

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Cos’è l’alluce valgo

L’alluce valgo è una deviazione del primo dito del piede (l’alluce, appunto), che tende a spostarsi dalla sua sede naturale lateralmente verso le altre dita. Quando questo avviene, si genera una sporgenza del primo metatarso, che forma una protuberanza interna al piede. È la cosiddetta “cipolla”, cioè il modo popolare e non certo scientifico (ma comunque efficace) con cui viene chiamato l’alluce valgo. La deviazione scheletrica, inoltre, finisce per coinvolgere anche i tessuti molli circostanti, che tendono ad infiammarsi (borsite).

Sintomi

Come riconoscere l’alluce valgo e capire se si soffre di questo disturbo? La deviazione dell’osso è senza dubbio molto visibile e tende a peggiorare nel tempo. Non è, però, l’unica manifestazione evidente di questo problema al piede. I sintomi più ricorrenti dell’alluce valgo sono:

  • Dolore localizzato, anche forte;
  • Gonfiore e arrossamento;
  • Ispessimento della pelle;
  • Limitazione del movimento del dito;
  • Formazione di callosità sulla pianta del piede.

Diagnosi

Arrivare auna corretta diagnosi, però, è compito da specialisti. Se si avvertono alcuni dei sintomi sopra indicati e si nota una strana deformazione delle dita del piede è bene prenotare una visita ortopedica, possibilmente con un medico esperto in chirurgia del piede. L’esame obiettivo, e una radiografia saranno nella grande maggioranza dei casi, sufficienti per fare diagnosi di alluce valgo.

Centro di diagnostica per immagini a Roma

Cause

Parte integrante di una corretta diagnosi è anche indagare le cause che possono aver provocato l’alluce valgo. Spesso si tende a puntare il dito contro l’uso di scarpe poco adatte, cioè rigide, strette, con tacchi eccessivi. In realtà, queste teorie sono ormai superate dalle evidenze scientifiche. Le scarpe, anche le peggiori, raramente sono causa di alluce valgo, piuttosto possono rendere più acuto il dolore, perché un piede deformato soffre lo stato di costrizione dentro una calzatura.

Le cause di alluce valgo vanno cercate altrove e generalmente sono:

  • Particolare conformazione genetica del piede (come i piedi piatti);
  • Malattie autoimmunitarie (artrite reumatoide, gotta);
  • Malattie degenerative (piede pronato post-menopausa);
  • Lassità legamentosa;
  • Scarso tono muscolare.

Infine, è stata osservata anche la tendenza al ripresentarsi di questo disturbo all’interno della stessa famiglia. Circostanza che denota la possibilità che si tratti anche di una malattia con predisposizione ereditaria.

Conseguenze e possibili degenerazioni

Diagnosticare precocemente l’alluce valgo, indagandone anche le cause, è importante soprattutto per evitare che lo stesso peggiori e sfoci in ulteriori conseguenze, come lussazioni e deformità delle dita laterali. Riflessi negativi, inoltre, possono esserci anche sul piano posturale, con risentimenti che colpiscono le ginocchia, le anche e la colonna lombosacrale.

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Dolore al piede per alluce valgo

Come si cura l’alluce valgo, prevenzione e trattamenti conservativi

Veniamo ora alla domanda principale: come si cura l’alluce valgo? Le soluzioni sono diverse e possono essere raccolte in due grandi categorie: le attività di prevenzione e conservazione, da una parte, e gli interventi di chirurgia del piede, dall’altra.

Prevenzione

Prevenire, come sempre, è la prima forma di terapia. Quando si hanno condizioni fisiche tali che potrebbero far nascere o peggiorare un problema di alluce valgo, è bene assumere dei comportamenti virtuosi in grado di arginare il rischio o rallentare il decorso.

L’uso di scarpe comode, ad esempio, è una buona pratica, perché evita ai piedi una costrizione che potrebbe acuire il dolore. Meglio evitare, quindi, le calzature troppo strette, con punte affusolato o tacchi alti.

Quando è presente la deformità che favorisce insorgenza di dolore e infiammazione locale è utile praticare degli impacchi di ghiaccio e utilizzare farmaci antinfiammatori (non steroidei) o cortisonici.

Plantari e tutore

Nel trattamento conservativo dell’alluce valgo, inoltre, sono ampiamente utilizzati plantari e distanziatori delle dita del piede. I plantari personalizzati consentono distribuire il peso del corpo evitando di sovraccaricare la parti del piede già sofferenti. I distanziatori permettono di separare tra loro passivamente le dita, mantenendole nella loro corretta posizione.

L’intervento chirurgico per eliminare l’alluce valgo

È bene precisare, però, che tutti i trattamenti di prevenzione o conservativi non hanno carattere risolutivo. Non guariscono, cioè, dall’alluce valgo, ma, nelle migliori ipotesi, ne mitigano i sintomi e ne rallentano il peggioramento. L’unica vera possibilità di guarigione, invece, è data dall’intervento chirurgico, che può essere eseguito o con tecnica tradizionale (a cielo aperto) o con tecnica mininvasiva percutanea (erroneamente denominata “al laser”).

La finalità dell’approccio chirurgico è di restituire la posizione corretta all’alluce. Questo può essere ottenuto attraverso diverse tecniche chirurgiche che agiscono sull’osso, sui tessuti molli o entrambi. Dato che non tutte le deformità dell’alluce hanno la medesima origine e si manifestano con la stessa gravità, è intuitivo pensare che per ogni paziente non esista l’intervento chirurgico da praticare, ma vada scelta, da parte del chirurgo, la procedura più indicata, tra le tante, al fine di avere una soddisfacente e stabile correzione della deformità e ottenere così un buon risultato sia sul piano funzionale sia su quello estetico.

Presso la clinica San Feliciano, l’equipe di ortopedici che si occupa di chirurgia del piede è in grado di seguire e di informare il paziente riguardo tutte le possibili opzioni di scelta, dalla diagnosi alla cura dell’alluce valgo.

Ogni anno, presso la struttura vengono eseguite centinaia di interventi chirurgici per il trattamento delle deformità del I dito del piede. Queste procedure vengono eseguite con uno o due giorni di ricovero a seconda dei casi. L’intervento viene praticato in anestesia loco-regionale e la sua durata varia dai 30 ai 60 minuti.

Il giorno successivo all’intervento il paziente è in grado di deambulare indossando una speciale calzatura, che protegge l’avampiede. Dopo circa 2 settimane vengono rimossi i punti di sutura e dopo 30 giorni vengono riprese progressivamente tutte le normali attività.

Articolo revisionato dal Dottor Massimiliano Nocente, Specialista in Chirurgia del Piede

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