L’epistassi è la perdita di sangue dal naso. Una delle cause più comuni è una lesione a carico di una zona del rivestimento mucoso del setto nasale, localizzata a pochi millimetri dalle narici, detta locus valsalvae, particolarmente ricca di vene dilatate (varici del setto) e capillari più delicati che, se traumatizzati, sanguinano. La cauterizzazione delle varici del setto nasale e dei capillari è una pratica volta alla risoluzione di frequenti episodi di epistassi legati alla presenza di varici del setto nasale. L’intervento di cauterizzazione si esegue ambulatorialmente in anestesia locale, ha una durata di circa 20 minuti e non risulta doloroso. Si realizza tramite una pinza bipolare, che permette la diffusione di corrente a bassa intensità. L’operazione consiste in una sorta di tatuaggio circolare nella zona della mucosa nasale dove si è rilevata la fragilità vasale locale, per poi andare a “bruciare” il capillare responsabile del sanguinamento.

Cauterizzazione nasale a Roma – Appuntamenti disponibili presso il Polo Sanitario San Feliciano – Villa Aurora

Sanguinamento nasale frequente? Può essere colpa di varici nasali e capillari fragili

La frequente perdita di sangue dal naso rappresenta un disturbo molto fastidioso, talvolta causa di anemia. Nella maggior parte dei casi il sanguinamento nasale è causato da capillari fragili o da varici nasali (dilatazione permanente di una vena con alterazione regressiva della sua parete). L’epistassi interessa prevalentemente il locus valsalvae, ovvero la parte anteriore del setto nasale, che risulta essere molto vascolarizzata.

Quali sono le cause di epistassi?

Le cause possono essere locali o generali:

  • Traumi locali (anche lievi, frequenti soprattutto nei bambini e in chi tende a stuzzicare il naso con le dita);
  • alterazioni ormonali;
  • riniti e rinosinusiti;
  • vasodilatazione da colpo di calore;
  • patologie del setto nasale (neoformazioni, perforazioni)
  • fragilità dei vasi sanguigni;
  • cardiopatie;
  • ipertensione arteriosa;
  • malattie esantematiche
  • neoformazioni benigne o maligne

Come avviene la cauterizzazione di capillari e varici nasali

Quando l’emorragia nasale si ripete spesso, è consigliabile eseguire una visita specialistica di otorinolaringoiatria. Lo specialista, dopo una attenta ispezione delle fosse nasali (rinoscopia anteriore) è in grado di identificare con precisione la sede del sanguinamento e comprendere se è correlata ad una fragilità locale dei vasi sanguigni oppure a patologie sistemiche più importanti, che necessitino di ulteriori accertamenti clinici quali endoscopia nasale, TC o RMN massiccio facciale, esami ematochimici.

Nel caso della prima ipotesi, varici del setto nasale o capillari fragili, l’otorino, può effettuare la cauterizzazione dei vasi sanguigni coinvolti.

La cauterizzazione può essere realizzata mediante l’applicazione di calore o di sostanze chimiche (causticazione). In entrambe i casi, si tratta di un’operazione ambulatoriale non dolorosa, eseguita in anestesia locale, che richiede pochi minuti (circa 20) per essere portata a termine.

Cauterizzazione termica

Il primo tipo di cauterizzazione nasale è quella praticata mediante elettro-coagulazione con pinza bipolare. Dopo aver posizionato nella fossa nasale un cotone imbevuto di anestetico locale per alcuni minuti, il chirurgo identifica la sede del sanguinamento e procede alla coagulazione del vaso. L’emostasi avviene mediante coartamento termico della vena che entra in contatto con la punta dello strumento.

Causticazione (cauterizzazione chimica)

L’effetto cauterizzante dell’alta temperatura sprigionata dall’ago può essere replicato anche utilizzando delle sostanze chimiche, in particolare il nitrato di argento. Il procedimento è pressoché identico, solo che sul capillare o sulla varice viene applicata una sostanza chimica.

Terapia post intervento

Per circa tre settimane dopo l’intervento viene prescritta una terapia medica locale al fine di ammorbidire le secrezioni nasali ed evitare il ripetersi del sanguinamento.

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Domande più frequenti

Pur trattandosi di un intervento molto semplice, la procedura è fonte di preoccupazione da parte dei pazienti e genera numerose domande.

Cosa fare dopo la cauterizzazione: le accortezze post-intervento e i lavaggi nasali

Una volta eseguito l’intervento è necessario seguire le indicazioni di terapia ed evitare o quantomeno ridurre al minimo:

  • soffiare il naso;
  • starnutire a bocca chiusa;
  • consumare tabacco o alcolici;
  • sollevare carichi pesanti o comunque compiere sforzi eccessivi;
  • stuzzicare il naso con le dita

La cauterizzazione nasale è dolorosa?

Si tratta di una procedura eseguita in anestesia locale, ciò permette al paziente di non avvertire alcun dolore né durante il trattamento

La cauterizzazione nei bambini

I bambini sono i soggetti più esposti al sanguinamento nasale. Nella maggior parte dei casi si preferisce la terapia medica alla cauterizzazione, che può essere comunque essere eseguita senza limiti di età, su valutazione dello specialista. Nei bambini molto piccoli o particolarmente irrequieti, può essere necessaria una sedazione farmacologica, tale evenienza viene però riservata nei rari casi di anemia acuta.

Articolo revisionato dal Dottor Fulvio Paduano  – Specialista in Otorinolaringoiatria presso la sede di Villa Aurora del Polo Sanitario

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