La lussazione della spalla, tecnicamente definita lussazione gleno-omerale, è un infortunio piuttosto doloroso che può colpire l’articolazione della spalla. In questo articolo, andremo ad approfondire la lussazione da un punto di vista medico, analizzando nel dettaglio di cosa si tratta (e perché si dice che “esce la spalla”), da quali sintomi si riconosce, quali conseguenze ha e come viene trattata (dalla riduzione fino alla chirurgia).

Dolore spalla lussata

La lussazione gleno-omerale: cosa succede quando “esce la spalla”

Molto spesso capita di sentire persone colpite da una lussazione gleno-omerale esprimersi su ciò che gli è accaduto dicendo che gli è “uscita la spalla”. Questo modo “popolare” di definire la lussazione della spalla è sicuramente generico ma ha un suo fondo di verità. Ciò che avviene nell’articolazione della spalla in questi casi, infatti, è la fuoriuscita della testa dell’omero dalla sua sede naturale, cioè la scapola. Testa omerale e glena scapolare, quindi, perdono i loro rapporti reciproci.

È possibile identificare due tipologie prevalenti di lussazione della spalla, quella anteriore e quella posteriore. La più comune è la lussazione anteriore, in cui l’omero si sposta davanti e verso il basso, mentre nella lussazione posteriore l’omero slitta posteriormente.

Le possibili cause

La forma più frequente di lussazione della spalla è quella traumatica, causata da un trauma violento che, come detto, fa fuoriuscire la testa dell’omero dalla scapola. Non è un caso che questa evenienza sia uno degli infortuni più comuni tra gli sportivi, soprattutto se praticano sport che prevedono il contatto fisico o comunque situazioni a rischio come cadute o urti violenti. Molto spesso questo tipo di lussazioni, soprattutto se non ben trattate, danno seguito ad una forma di instabilità cronica che si manifesta poi con successive lussazioni

Esiste poi una instabilità atraumatica causata da una iperlassità costituzionale, cioè una preesistente situazione di debolezza congenita dei legamenti

I sintomi principali

Sui sintomi che accompagnano la lussazione della spalla non è necessario soffermarsi a lungo. Sono pochi ma purtroppo si fanno sentire molto:

  • Dolore intenso localizzato
  • Incapacità di muovere l’arto
  • Perdita della normale forma “rotonda” della spalla (ravvisabile con la palpazione)

Le conseguenze

Vista la complessità dell’articolazione della spalla, è difficile che un evento traumatico come la lussazione possa verificarsi sempre senza provocare ulteriori conseguenze negative. È possibile, infatti, che questo infortunio si accompagni a:

  • Frattura della testa dell’omero
  • Danneggiamento dei nervi (ascellare, radiale e altri)
  • Danneggiamento di legamenti, cartilagini e muscoli
  • Distacco del labbro glenoideo ( anche definito lesione di Bankart)

Il trattamento della lussazione della spalla: riduzione, riabilitazione e chirurgia

Veniamo ora a ciò che più interessa chi ha subito una lussazione della spalla: il trattamento.

È possibile identificare tre passaggi chiave:

  • Riduzione della lussazione
  • Immobilizzazione e fisioterapia
  • Intervento chirurgico (eventuale), in artroscopia o con tecnica a cielo aperto

La riduzione della lussazione

Il trattamento della lussazione post-traumatica della spalla prevede l’urgente riduzione della lussazione, ovvero il ripristino dei normali rapporti articolari. In parole povere, la testa dell’omero viene ricondotta nella sua sede naturale. Questo è possibile attraverso manovre specifiche che spesso devono essere eseguite in anestesia generale. In assenza di sedazione, infatti, la riduzione a volte diventa difficoltosa a causa della contrattura di difesa del paziente

L’immobilizzazione con tutore e la fisioterapia

Una volta ricondotta la spalla alla sua condizione normale mediante la riduzione della lussazione, è consigliabile immobilizzare il braccio utilizzando un tutore per 2/3 settimane. È una fase utile soprattutto per risolvere la fase infiammatoria dell’evento traumatico, anche se può risultare fastidiosa rendendo difficoltoso lo svolgimento delle comuni attività quotidiane.

Il Terzo step, una volta eliminato il tutore, è quello della fisioterapia, utile a recuperare mobilità, forza e funzionalità.

Spalla lussata

Il trattamento chirurgico: artroscopia e chirurgia tradizionale

Dopo una prima lussazione traumatica, di norma, si recupera la completa funzionalità della spalla. Il rischio, però, è di andare incontro a nuovi episodi di lussazione anche per un trauma minore o addirittura nello svolgimento delle normali attività quotidiane. La probabilità di recidive è direttamente proporzionale alla giovane età del paziente ed alle sue richieste funzionali, per cui il paziente più giovane più frequentemente andrà in contro ad una tale evenienza e, in questo caso, il trattamento indicato sarà quello chirurgico.

La chirurgia ha come scopo la riparazione anatomica dei legamenti lesionati che si può effettuare molto spesso in artroscopia.

Solo quando la lesione è molto estesa, di vecchia data e con il coinvolgimento delle strutture ossee, la tecnica artroscopica non è più sufficiente. Si rende allora necessario intervenire con tecniche di riparazione a cielo aperto, ovvero con un’incisione anteriore alla spalla.

Articolo revisionato dal Dottor Stefano Di Gennaro – Specialista in chirurgia della spalla

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