La Rizoartrosi, o artrosi del pollice, è tra le più comuni forme di artrosi che colpiscono la mano. Si manifesta con dolore e gonfiore alla base del pollice e con una progressiva limitazione funzionale dei semplici movimenti del dito. Le cause possono essere diverse e vanno dalla predisposizione genetica fino all’usura delle superfici articolari che si osserva con l’invecchiamento. La cura, a seconda dei casi, può avvalersi di un approccio conservativo o chirurgico.

L’importanza del pollice nella vita di tutti i giorni è qualcosa che tendiamo a sottovalutare. Eppure, la storia dell’uomo ci insegna che un balzo in avanti nella scala evolutiva lo abbiamo fatto proprio grazie al “pollice opponibile”, cioè alla possibilità di toccare con la punta del pollice tutte le altre dita della mano, consentendoci di afferrare e stringere gli oggetti, ma anche di manipolarli con estrema precisione.

E se questa capacità si indebolisse o venisse meno? Purtroppo, l’eventualità non è così remota. Succede, ad esempio, quando si è affetti da rizoartrosi, cioè l’artrosi del pollice. Ecco perché si tratta di una patologia della mano da non sottovalutare, in quanto potenzialmente invalidante, oltre che piuttosto dolorosa. Per fortuna, però, ci sono diversi rimedi per poterla trattare. In questo articolo, si approfondiscono le caratteristiche della Rizoartrosi, a partire dalle sue cause e dai sintomi, per arrivare alle diverse terapie disponibili.

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Cos’è la Rizoartrosi: definizione e caratteristiche

La Rizoartrosi è una particolare forma di artrosi che colpisce l’articolazione che sta alla base del pollice (articolazione trapezio-metacarpale), spesso bilateralmente.

Tra le diverse forme di artrosi che interessano le piccole articolazioni delle mani, quella del pollice è la più diffusa, anche se spesso la sua incidenza nella popolazione è sottostimata per ritardi nella diagnosi. Clinicamente è caratterizzata da intenso dolore alla base del pollice che, inizialmente, compromette le semplici funzioni della mano nelle normali attività quotidiane ma che, con il progressivo aggravamento dell’artrosi, può risultare piuttosto invalidante.

I sintomi

I sintomi più frequenti dell’artrosi del pollice sono:

  • Dolore localizzato alla base del dito (anche notturno, con mano a riposo);
  • Gonfiore e tumefazione della zona;
  • Rigidità dell’articolazione;
  • Difficoltà di movimento;
  • Progressiva deformazione del dito.

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La diagnosi

L’insorgenza dei sintomi appena elencati, o semplicemente di alcuni di essi, rappresenta una valida ragione per prenotare una visita specialistica ortopedica. In molti casi la sola visita specialistica, con l’esame clinico e la raccolta dei sintomi, è sufficiente per fare una corretta diagnosi che andrà, però, integrata con esami strumentali specifici come la RX e, raramente, la TAC.

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Le cause dell’artrosi del pollice

Analizzando le cause della Rizoartrosi, il fattore di rischio più rilevante è rappresentato dall’età. Tendenzialmente, infatti, l’artrosi del pollice si manifesta nella fascia di popolazione oltre i 50 anni di età e con una maggiore incidenza tra le donne in menopausa; raramente colpisce, invece, le fasce di popolazione giovane. Questo significa che l’artrosi del pollice trova spesso la sua origine nel fisiologico e progressivo deterioramento delle superfici articolari (la cartilagine) che si osserva, indipendentemente dalla sede, con gli anni.

L’invecchiamento, però, non è certo l’unico fattore di rischio. Tra gli altri fattori chiamati in causa come responsabili dell’insorgenza della Rizoartrosi riconosciamo la predisposizione genetica all’artrosi, pregressi infortuni al primo dito e frequenti microtraumi alle mani. A tal proposito, vale la pena sottolineare come la Rizoartrosi sia stata riconosciuta, in alcune circostanze, come malattia professionale, tipica di lavoratori costretti a movimentare a mano pesi importanti (operai edili, traslocatori, addetti alle catene di montaggio, ecc).

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I rimedi per la cura della rizoartrosi

Ad oggi, purtroppo, non esistono cure in grado di bloccare il processo degenerativo delle cartilagini articolari (artrosi) e questo è valido anche per la Rizoartrosi. Per cui, quando si parla di rimedi per la Rizoartrosi, è bene specificare che si tratta, nella maggior parte dei casi, di cure che, migliorando la sintomatologia dolorosa, incidono positivamente anche  sulla qualità di vita del paziente.

La scelta del trattamento dipende, quindi, da diversi fattori come età, condizioni generali del paziente e gravità del quadro clinico e radiografico.

Terapia conservativa: farmaci antidolorifici, riposo e tutore

Quando la malattia si trova in uno stadio iniziale e/o non particolarmente invalidante è preferibile procedere con un approccio conservativo. Tale terapia può essere di tipo farmacologico, fisioterapico o misto e si avvale di:

  • Farmaci antinfiammatori;
  • Trattamenti fisioterapici (correnti antalgiche/anti-infiammatorie, Tecarterapia, ultrasuoni etc…);
  • Tutore rigido per il primo dito che, bloccando il movimento della base del pollice e lasciando libero il movimento della punta, allevia il dolore consentendo al contempo un parziale utilizzo della mano.

Intervento di chirurgia della mano

Nei casi più gravi la soluzione ideale e definitiva è rappresentata dall’intervento chirurgico, eseguito da uno specialista in chirurgia della mano. Anche in questo caso ci sono più opzioni e la scelta della tecnica spetta al chirurgo ortopedico sulla base delle condizioni cliniche generali e delle richieste funzionali del paziente.

Una prima soluzione efficace è, ad esempio, l’ intervento di artroplastica in sospensione dove si sacrifica l’articolazione trapezio-metacarpale con l’asportazione del trapezio, garantendo lunghezza e movimento del dito grazie all’interposizione di parte del tendine dell’abduttore lungo del pollice che viene trasposto e fissato al primo metacarpo.

In altre condizioni, lo spazio lasciato libero dall’asportazione del trapezio può essere colmato dall’impianto di una protesi, mentre molto più rare e limitate ai casi iniziali sono le indicazioni alla tecnica artroscopica.

Si tratta di interventi chirurgici ben codificati e standardizzati che danno ottimi risultati sia dal punto di vista della sintomatologia dolorosa che del recupero della funzione e con un decorso post-operatorio che richiede circa 3/4 settimane di immobilizzazione della mano, seguito da un percorso di riabilitazione e fisioterapia di circa 1-2 mesi.

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Medicina e chirurgia rigenerativa

La medicina rigenerativa rappresenta, infine, l’ultima frontiera nella ricerca di cure contro l’artrosi. Consiste nelle infiltrazioni intra-articolari o in tecniche di chirurgia mininvasiva e impiega la biologia molecolare e la ricerca relativa alle cellule staminali per la sostituzione o ricostruzione dei tessuti e delle cellule danneggiate.

Articolo revisionato dal Dottor Alessandro Patricola – Specialista in chirurgia della mano

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